-CANI-
 

 

Chiacchieravano: 

 -....Ma tu li tieni legati o li lasci liberi in un loro spazio?

Colui che chiameremo D rispose : - No no... li lascio liberi, certo devo ammettere

 che fanno un casino! Ora è da un po’ che non faccio una bella pulizia e,

credimi mi vergogno a dirlo, c’è un puzzo immondo...

Colui che chiameremo Y replicò :

- Lo so! Sei troppo libertino tu! ...Io i miei, invece,

li tengo a catena lunga. Stanno bene e poi, a differenza tua,

li porto fuori spesso e talvolta vanno anche soli,

 incontrano altre razze, giocano e via dicendo.

-Capisco-  mormorò mogio D  - Sai Y....I miei sono un attimino violenti,

 non cattivi ma stupidamente violenti... credo sia il tipo di razza!

Comunque li amo lo stesso!

 

Y ghignò e, sarcastico, disse:

 - Però quella volta che sei entrato nel loro recinto

 senza le dovute precauzioni ti hanno morso di brutto... no?

D, rabbuiandosi, contrattaccò : -Tutti voi, qua nel vicinato,

 ci marciate ancora con questa storia! Intanto è stato un casino di tempo fa,

li ho anche provocati, e infine, almeno io ci sono entrato!

...Tu e gli altri, con i vostri animali, non vi ci volete mischiare,

credo non si rendano nemmeno conto della vostra esistenza!

Y ci rimase male e diventando opalino parlò dolcemente:

 - D, tutti sappiamo quanto tieni a loro, solo devi ammettere

che tenere i tuoi animali liberi,

 ma isolati, non mostrargli chi è davvero il padrone....

 

D, interrompendo l’amico, raucamente biascicò :

 - E cosa dovrei fare?.... Negli ultimi tempi per cercare di dargli una calmata

li ho scrollati un po’ qua e la....

gliele ho date, metaforicamente, col giornale... ma niente!

-Vabbè D, non preoccuparti troppo, alla fin fine bisogna ammettere

 che in fondo ci somigliano, ce li siamo scelti , non ti pare?

-Certo Y ....anzi sai che c’è sempre S che me li corteggia,

 sostiene siano più adatti alla sua personalità

 e alle sue abitudini piuttosto che alle mie....

sostiene che gli si affezionerebbero subito

e che, per i tipi che sono, un padrone vale l’altro.

Y guardò l’orologio : -Wow, è tardi! Scusami ma devo proprio andare,

 non ti crucciare troppo, vedrai che tutto si aggiusta.-

 

D salutò l’amico, si sentiva triste, provato,

come spesso faceva in questi casi diresse i suoi sensi

 verso l’incommensurabile e pregò il suo Dio:

 -Oh mio Signore, illuminami! Sai che ho dedicato tutta la mia esistenza

all’allevamento dei miei animali. Cosa devo farne?

Parlandoti con sincerità mi sento allo stremo...

Tutti questi sacrifici e mi ritrovo con un branco di ingrati mordaioli...-

Allora D si affacciò sul grande recinto dove li teneva e pensoso mormorò:

 -   ....Vi ho dato le piante, i fiumi, i mari le montagne...

miliardi di metri quadri di terra e voi,

 razza di  “Umani”, ...state distruggendo tutto!

 

 FINE

Paolo Piana        Japan 2005

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